
Di seguito pubblichiamo integralmente (tanto si fa piuttosto in fretta) il comunicato stampa emesso poche ore fa dal Mibac. Molti gli interrogativi che lasciano sempre più perplessi circa la gestione delle politiche culturali in Italia. Perchè non aver reso nota una procedura di selezione di per sè virtuosa? Perchè continuare a mantenere il riserbo circa i nomi delle altre nove personalità? Perchè aver tergiversato tanto a lungo nella nomina? Perchè non rendere pubblici i progetti di candidatura? Chi, in seno al Mibac, ha giudicato le candidature? In un paese normale l'affidatario di un così importante e prestigioso incarico dovrebbe essere annunciato in conclusione della mostra precedente, in modo che abbia tutto il tempo di lavorare: d'altronde la Biennale si chiama tale e non "Quadrimestrale". Comunque il ministro Ornaghi è convinto che Zevi ci farà ben figurare. Al curatore vanno i migliori inboccallupo del nostro Giornale, perchè crediamo che ne avrà bisogno. Comunque, per coloro che volessero avere maggiori delucidazioni, rivolgersi all'Ufficio stampa del Mibac...
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali rende noto che, a seguito delle idee progettuali presentate da dieci personalità del mondo dell’architettura contemporanea e della loro attenta valutazione comparativa, l’incarico di curare il Padiglione Italia della XIII edizione della Mostra Internazionale d’Architettura organizzata dalla Fondazione la Biennale di Venezia sarà affidato all’architetto Luca Zevi.
Il Ministro, Prof. Lorenzo Ornaghi, esprimendo vivo compiacimento per l’alta qualità della maggior parte delle proposte progettuali, si è dichiarato assai soddisfatto della scelta e convinto che Luca Zevi rappresenterà in modo innovativo e significativo il tema dell’architettura italiana contemporanea in rapporto allo sviluppo, alla sostenibilità ambientale e al rispetto del territorio.
Nei prossimi giorni si terrà una conferenza stampa nella quale il curatore incaricato illustrerà il suo progetto.
Ecco invece l'intervista rilasciata dal neocuratore all'Ansa:
«Un riconoscimento che credo vada a me, ma anche a 53 anni di attività ininterrotta dell’Istituto Nazionale di Architettura». Il neo curatore del Padiglione Italia della Biennale Luca Zevi, 62 anni, presidente della sezione laziale dell’Inarch, commenta cosi’ in una conversazione con l’Ansa l’incarico appena ricevuto dal ministero dei beni culturali. Il suo progetto per Venezia e’ stato preferito a quello di altri nove professionisti, ( si erano fatti i nomi di Fulvio Irace, lo studio Moschini, lo studio Ferlenga, Margherita Petranzan) ha avuto il plauso del ministro Ornaghi, che ha tenuto a sottolineare di essere ”molto soddisfatto della scelta”. Lui risponde gentilissimo e spiega: «Credo che la mia sia una proposta aderente alla fase che stiamo vivendo».
In uno scarno comunicato arrivato a fine giornata dopo le polemiche rilanciate anche oggi dalla stampa per il ritardo con il quale si stava provvedendo alla nomina, Ornaghi aveva anticipato che Zevi «rappresenterà in modo innovativo e significativo il tema dell’architettura italiana contemporanea in rapporto allo sviluppo, alla sostenibilità ambientale e al rispetto del territorio», rinviando le spiegazioni ad una prossima conferenza stampa.
Zevi racconta qualcosa di più: «L’idea e’ di affrontare i problemi del tempo che stiamo attraversando- dice- non facendo si’ che l’architettura venga soffocata dal momento, ma certamente facendo in modo che l’architettura faccia i conti con il momento». Guardare ai problemi anche per trovare delle soluzioni e immaginare un percorso di rilancio del Paese, aggiunge. Un rilancio che per Zevi ha le sue radici in esperienze come quella di Adriano Olivetti, che proprio per questo, dice, «abbiamo deciso di prendere a paradigma di un modo di affrontare i problemi fortemente legato alla tradizione del territorio italiano». Attenzione sul Made in Italy, dunque, «con l’idea di illustrare seppure in una maniera frammentaria i grandi produttori italiani». Perchè molti di quelli che hanno dato prestigio al Paese, nota l’architetto romano, «hanno esteso la qualità e l’eccellenza dei loro prodotti anche alle sedi delle loro industrie». Dal caso paradigma di Olivetti a tante altre eccellenze italiane, grandi aziende come Ferrari, Benetton, Guzzini, Prada «ma anche tante altre più piccole e meno conosciute in cui anche spazialmente viene presentata la qualità italiana».
Non solo. Altro impegno del Padiglione firmato da Zevi, sarà quello di «affrontare in anticipo le tematiche annunciate per l’Expo di Milano 2015 con il tema di politiche urbanistiche che prendano atto che un ciclo e’ trascorso e che per aver una nuova crescita oggi ci vuole una maggiore sostenibilità e una minore occupazione di suolo, una trasformazione delle nostre città in nome della complessità». Obiettivo, illustrare quello che si fa ma anche dare degli indirizzi, portando in mostra ”il pulviscolo di esperienze che ci sono in giro, quelle degli architetti ma anche quelle dei cittadini, l’esperienza degli orti in città, l’occupazione virtuosa di spazi pubblici”. Di certo un programma ambizioso, anche tenendo conto del tempo a disposizione, che e’ oggettivamente poco ( la biennale apre i battenti il 25 agosto). Zevi,progettista fra l’altro del nuovo museo della Shoah a Roma, è contento e modesto «vediamo come andrà, è una bella sfida».
http://www.blitzquotidiano.it/arte/biennale-neo-curatore-pad-italia-zevi-raccontero-architettura-nel-suo-tempo-1216241/