Il «caso Parma» è oggi una vicenda complicata da raccontare. Parlarne con misura diventa quindi fondamentale. Un solo dato: se ce ne fossimo occupati solo poco più di un anno fa, molto sarebbe stato descritto in altro modo: Parma città europea, esaltata per l’astuta linea decisionale consueta fin da antiche origini (Parma capitale ducale), incalzante verso grandi progetti e idee. Condizione frenata dai drammatici eventi giudiziari, l’anno scorso. Oggi a Parma di fatto tutto è per lo più fermo. L’augurio sincero è per una veloce, ma sana, ripresa. Gli stupefacenti cantieri, onnipresenti nelle cronache, che accompagnavano la precedente amministrazione, sono congelati, tuttavia presenti nel tessuto urbano con scheletri inoperosi.Cancellata pure la gran parte di quei concorsi grandi firme che facevano impallidire le altre città italiane: quali perizie machiavelliche adottava mai Parma, isola felix, per riuscire a organizzare tutto questo? Avere in pochi mesi un piano urbanistico redatto da Richard Burdett, consulente ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)