
L’indipendenza raggiunta nel 1991, l’uscita dal regime socialista, l’approdo a una democrazia capitalista e l’ingresso nella globalizzata Europa hanno alimentato in Slovenia un clima di crescente fervore culturale che, a ormai vent’anni dalle generazioni che segnarono il cambiamento nella vita sociale del paese, stenta a dirsi concluso. Così in architettura, dove l’incontro tra la tradizione mitteleuropea letta attraverso l’opera di Joze Plecnik (allievo di Otto Wagner) e la lezione moderna delle due generazioni successive (Ravnikar, Jugovec, Bonca) non sono state dimenticate. Oggi la Slovenia e in particolare Lubiana godono di un’ampia e medio-alta produzione architettonica. Un ruolo fondamentale è ricoperto dall’architettura pubblica, affidata sempre per concorso immediatamente dopo la proclamazione del vincitore, così come un’importante fetta è costituita dall’- housing, campo di sperimentazione formale e spaziale. A partire ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)