Al momento in cui questo giornale va in stampa ancora non sappiamo chi sarà il curatore del padiglione Italia, sono già noti (anche perché in molti casi decisi già da diversi mesi) alcuni nomi e progetti stranieri. La Japan Foundation ha affidato a Toyo Ito la cura del padiglione giapponese. Il tema, «Architecture in the Wake of Disaster», affronta gli aspetti dell’architettura dell’emergenza e per i senzatetto delle province colpite dal terremoto e tsunami dello scorso anno. Con «Future Greenland» la Danimarca propone uno studio sul futuro della Groenlandia, dove l’urgenza della sostenibilità climatica implica anche nuove opportunità culturali ed economiche. L’evento è curato dal Danish Architecture Centre e dal professor Minik Rosing insieme a Nord Architects. La fondazione Pro Helvetia, nell’ottica di presentare la prassi architettonica nazionale della Svizzera, ha nominato curatore Miroslav ?ik, architetto di origine praghese emigrato a Zurigo nel 1968, dove ha lanciato negli anni ottanta il manifesto e le esposizioni sull’«architettura analogica».
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)