
Nel 2009 con Architecture Depends (The Mit Press, 2009), Jeremy Till aveva evidenziato come l’architettura non possa non confrontarsi con il mondo reale, criticando la cultura architettonica dominante per la tendenza a dare priorità alle caratteristiche tecniche e formali trascurando aspetti intangibili, quali i processi di produzione, l’uso, le trasformazioni nel tempo, le relazioni con la società e con la natura. Oggi Till è fra i fondatori e autori, insieme con Nishat Awan e Tatjana Schneider, del sito web Spatial Agency (www.spatialagency.net), da qualche mese anche libro, già insignito del premio del Presidente del Riba per l’eccellenza della ricerca universitaria.Nato come progetto di ricerca presso l’Università di Sheffield, si pone l’obiettivo di presentare i processi e i prodotti dell’architettura cercando di espandere l’oggetto d’interesse al di là dei limiti delle consuete narrazioni disciplinari. Gli autori hanno scelto il nome «agenzia spaziale», per ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)