
In trecento pagine il ritratto di vent’anni di design, architettura e stile.Che cosa hanno in comune il Constructivistmaternitydress indossato da Grace Jones, l’Indeterminate facade building della catena di magazzini Best e le copertine degli album dei New Order? Il voluminoso catalogo di Postmodernism, Style and Subversion, la grande mostra retrospettiva appena chiusa al Victoria and Albert Museum di Londra, e che apre al Mart di Rovereto il 25 febbraio (fino al 3 giugno), ricalca l’esperienza stessa del movimento di cui ambisce tracciare il ritratto, la sua natura profondamente frammentaria, episodica, esibizionista: una carrellata di 40 saggi scritti da un gruppo eterogeneo di autori, storici dell’architettura, dell’arte, del design, della moda e dei media, curatori di musei, architetti, designer, artisti, coreografi e popstar, sontuosamente illustrati e lunghi in media 4-6 pagine, introdotta dalla prefazione dei due curatori poco più che quarantenni, e chiusa dal postscriptum di David Byrne, storica voce dei Talking Heads, rispecchia la natura multiforme di un fenomeno di non facile restituzione.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)