
Barcellona. Il cadavere è stato trovato nella stanza dell’albergo in cui alloggiava. Lascia due figlie e lo studio, avviato con il collega Emilio Tuñón.
Di seguito un piccolo ritratto dello studio madrileno, fondato nel 1992 da Luis Moreno Mansilla ed Emilio Tuñón Alvarez.
Nati a Madrid rispettivamente nel 1959 e 1958 e laureati nel 1982 e 1981 presso la locale Escuela Técnica Superior de Arquitectura, vi insegnano dopo aver avuto esperienze didattiche e di ricerca a Francoforte, in Navarra, a Barcellona e a Puerto Rico.
Vantano una lunga collaborazione, dal 1983 al 1992, con Rafael Moneo, dirigendo cantieri come quelli per il Museo di Belle Arti a Houston e per il Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid. Poche ma significative le opere realizzate, segno di una precisa scelta dei progettisti che dedicano il loro impegno anche alla didattica e alla speculazione teorica, concentrandosi su interventi di particolare rilevanza e impatto urbano legati prevalentemente a concorsi di architettura.
Le realizzazioni differiscono tra loro per programma funzionale e, soprattutto, per soluzioni formali e tipologiche, ma sono accomunate da una sorta di aura quasi enigmatica, che ne connota le sembianze.
Tra le opere più significative figurano il Museo Provincial di Zamora (1992-1996), la piscina di San Fernando de Henares, vicino Madrid (1994-1998), il Centro Documental de la Comunidad de Madrid (1996-2002), il Museo de Bellas Artes di Castellón de la Plana (1997-2000), la Fondazione Barrié de la Maza a Vigo (2003-2005).
Alla città di León sono legati i due lavori più noti della coppia: l’Auditorium (1996-2002, vincitore dell’edizione 2003 del Premio Nacional de Arquitectura Española) e il MUSAC - Museo de Arte Contemporáneo de Castilla y León (2001-2004, vincitore dell’edizione 2007 del Premio Europeo Mies van der Rohe). Tra i cantieri più rilevanti in corso, il Museo de Cantabria a Santander.