
Sono storie di giovani di successo, di percorsi professionali esemplari, di approcci al progetto innovativi. Sono racconti di oggetti, ma soprattutto di nuove interpretazioni del ruolo del designer nella società d’oggi. Perché proporre una lettura comparata di due mostre?In primis per una ragione geografica: due riconosciute istituzioni culturali francesi, quali il Musée des arts decoratifs di Parigi e la succursale del Centre Pompidou a Metz, hanno deciso di aprire una finestra, seppure di dimensioni diverse, sul design contemporaneo. E lo fanno stabilendo entrambe dei primati: mai prima d’ora l’opera di Maarten Baas era stata ospitata da un museo parigino, mentre quella dedicata ai fratelli Bouroullec è la più grande retrospettiva finora realizzata in Francia.In secondo luogo per una questione generazionale: oggetto delle esposizioni è il lavoro di giovani professionisti. Baas (1978), tedesco di nascita, nel 2002 esce dalla Design Academy di Eindhoven, allora diretta da Lidewij Edelkoort (nota «cacciatrice» ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)