
Salemi (Trapani). Nella più comune accezione l’utopia è una meta puramente ideale. In via teorica potrebbe anche essere pragmaticamente perseguibile, ma a patto che muova dalla comprensione delle dinamiche del reale. È quanto «rischia» ad esempio di accadere alla «Grande Utopia» concepita da Vittorio Sgarbi per Salemi: il progetto urbanistico così definito dal sindaco-critico e nato oltre due anni fa da un’intuizione sua e di Oliviero Toscani, elisir che promette nuova bellezza al centro storico danneggiato dal sisma del 1968, tramite la vendita dei suoi immobili fatiscenti (già acquisiti dal Comune) ai privati che s’impegnino a ristrutturarli. Non un caso irripetibile, ma una buona prassi che potrà essere estesa a un patrimonio minore abbandonato (cioè dovunque nel nostro paese), con una capacità evocativa tale da innescare meccanismi che ne rendano economicamente vantaggioso il recupero. Entro fine anno si dovrebbe avviare la dismissione degli immobili. Il pacchetto ...
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