
Il 29 novembre l’unità tra architettura e scultura, arti pubbliche per eccellenza, è stata riaffermata attraverso la «dimensione esterna» della scultura di un maestro contemporaneo. Alla presenza delle massime autorità dell’istituzione universitaria ma anche dell’assessore all’Urbanistica del Comune, Ada Lucia De Cesaris, si è inaugurata l’installazione all’interno del campus Bovisa di 22 opere di Gio’ Pomodoro (Orciano di Pesaro 1930 - Milano 2002): venti sculture e due dipinti provenienti dalla collezione dell’artista, affidate al Politecnico in comodato d’uso dal Comitato fondato per studiarne e tutelarne l’opera. Le sculture accompagneranno la vita di studenti, docenti e visitatori: collocate in aule, scale, cortili, terrazze, il rapporto che esse stabiliscono con l’architettura, e con il flusso continuo degli utilizzatori degli edifici, è intenso, a volte stridente, ma mai gerarchico o retorico. Al di fuori del bozzolo del museo, le opere si scontrano, è vero, con l’esiguità di alcuni spazi, e con le contraddizioni della normativa e i totem della sicurezza: così che, ad esempio, raramente è possibile girare loro intorno.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)