Il 28 giugno, con un ritardo di 5 mesi, sono stati divulgati i risultati del concorso per il porto olimpico di Rio de Janeiro, inserito nel progetto di riqualificazione della zona portuale a nord del centro (Porto Maravilha, 2009). Su 83 partecipanti, vincente si è rivelata l’associazione fra lo studio carioca Blac (João Pedro Backheuser), e il catalano Alonso-Balaguer y Arquitectos Asociados. E in effetti l’esempio di Barcellona sembra avere fatto scuola, considerato che il concorso è il risultato della revisione da parte del Comitato olimpico internazionale, in seguito a un acceso dibattito, della scelta di relegare le strutture olimpiche alla più esterna Barra da Tijuca, perdendo l’opportunità d’intervenire nel tessuto consolidato di una delle zone più critiche della metropoli fluminense. Questa accoglierà, per un totale di 850.000 mq, il villaggio degli arbitri e dei media, vari centri logistici e operativi, un centro congressi scavato nel terreno e integrato a un hotel 5 stelle di 45 piani alto 150 m, landmark del complesso.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)