
Castelvetrano (Trapani). Torna alla ribalta l’idea, periodicamente ricorrente, di ricostruire il tempio G, il più grande di quelli selinuntini (ma mai finito), crollato in un sisma di 2500 anni fa. Una «suggestione», l’ha definita la direttrice del Parco di Selinunte e Cave di Cusa Caterina Greco, ma con la massima serietà rimbalzata sulla stampa. A rilanciarla questa volta è stato lo scrittore e archeologo Valerio Massimo Manfredi. In realtà, ancora prima di arbitrarie ricostruzioni, bisognerebbe approfondire la conoscenza di un monumento, ricorda Greco, «sostanzialmente inedito, tra i più insigni dell’architettura siceliota». Notizie utili in tal senso vengono da Mario Luni, dell’Università di Urbino, che ha presentato i risultati degli studi condotti sul tempio in occasione del convegno Selinus 2011, restauri dell’antico. Ricerche ed esperienze nel Mediterraneo di età greca in cui, dal 20 al 23 ottobre, si sono confrontati a Selinunte, dopo l’introduzione dei lavori a Castelvetrano, i massimi conoscitori di monumenti greci: archeologi e architetti di varie nazionalità, impegnati in restauri in diverse località del Mediterraneo.
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