
Assessore Gabellini, dal 2006 al 2008 ha partecipato alla redazione del Piano strutturale comunale, come ha trovato Bologna ora, da assessore all’Urbanistica?Quando ho cominciato a lavorare al Psc si stavano confrontando due visioni profondamente diverse della città. Era un momento d’intenso dibattito perché si chiudeva una fase di crescita e occorreva porsi in un’ottica di rivalutazione dell’esistente.Parla del Piano unitario di valorizzazione (Puv) del marzo 2009?Sì e non solo. Le 19 aree militari del Puv e quelle ferroviarie e industriali dismesse hanno assunto un ruolo strategico: si è disegnato un piano di riuso e ristrutturazione piuttosto che di espansione. Poi il periodo di commissariamento ha imposto una pausa durante la quale si è avuta l’apertura di tavoli di confronto con i cittadini senza la pretesa o la prospettiva di varianti immediate. E sono cominciate le operazioni di rimessa in ordine: tra i nuovi modi di fare urbanistica e il programma di Gabrielli per la manutenzione del centro storico si stabilisce un’innegabile continuità tecnica.E ora, da assessore?È tempo di un cambiamento radicale.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)