
Rotterdam. Se «go to East!» è il mantra ripetuto da Rem Koolhaas da qualche anno, suscitando le critiche non poco accese degli addetti ai lavori, non si può negare la virata graduale della produzione dei maggiori studi di architettura europei verso i paesi asiatici nell’ultimo decennio, culminata con l’interessamento in questa direzione da parte del Netherlands Architecture Institute, che ospita fino all’8 gennaio la mostra «Daring Design», una rassegna di otto controversi progetti di architettura, grafic design, disegno industriale e moda a opera di firme cinesi e olandesi che, in un modo o nell’altro, hanno «sfidato» il contesto in cui si operava: il nuovo centro per le arti visive a Taipei di OMA, gli abiti riciclati della stilista Meke o le centinaia di lettere presentate al governo cinese dell’artista Ai Weiwei per citarne alcuni.La mostra, curata da Linda Vlassenrood, è solo una delle tante iniziative intraprese dal centro di Rotterdam, che ha deciso di portare avanti fino al 2012 il programma di scambio ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)