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Ernst May, organizzatore geniale ma anonimo architetto

Ha progettato città in tre continenti e vissuto una vita densa di cambiamenti degni di un romanzo d’avventura, ma non ha mai realizzato il suo «capolavoro»

Francoforte. Non tutti gli architetti sono uguali di fronte alla Storia. Non mi riferisco a come appaiono a posteriori nei libri, ma agli eventi quotidiani che accompagnano la loro vita e che influenzano la loro carriera. Il xx secolo fu caratterizzato da guerre tragiche e sappiamo bene che impatto ebbero su personaggi come Bruno Taut o Mies van der Rohe.Prendiamo il caso di Ernst May, nato nel 1886 a Francoforte sul Meno, morto nel 1970 ad Amburgo, la cui vita è stata segnata da cambiamenti vorticosi degni di un romanzo d’avventura. La bella retrospettiva (la prima) a lui dedicata è molto densa, a tratti troppo nell’aspirazione all’esaustività, ma è organizzata a regola d’arte. La curatrice Claudia Quiring, assistita da Philipp Sturm, ha scelto una soluzione piuttosto semplice per segnare i momenti salienti della carriera dell’architetto: partendo dai vari luoghi in cui ha vissuto e lavorato, ha individuato una suddivisione per periodi chiara a illuminante. Così, ad esempio, vediamo che durante la prima guerra mondiale May progetta monumenti ai caduti e cimiteri militari nel nord della Francia.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

di Thibaut de Ruyter, da Il Giornale dell'Architettura numero 98, ottobre 2011


  • Ernst May nell’ex Unione Sovietica (1931) (© Dam)
  • Il progetto del complesso industriale e residenziale October a Mosca (1932) (© Deutsches Kunstarchiv, Nuremberg)

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