
Francoforte. Non tutti gli architetti sono uguali di fronte alla Storia. Non mi riferisco a come appaiono a posteriori nei libri, ma agli eventi quotidiani che accompagnano la loro vita e che influenzano la loro carriera. Il xx secolo fu caratterizzato da guerre tragiche e sappiamo bene che impatto ebbero su personaggi come Bruno Taut o Mies van der Rohe.Prendiamo il caso di Ernst May, nato nel 1886 a Francoforte sul Meno, morto nel 1970 ad Amburgo, la cui vita è stata segnata da cambiamenti vorticosi degni di un romanzo d’avventura. La bella retrospettiva (la prima) a lui dedicata è molto densa, a tratti troppo nell’aspirazione all’esaustività, ma è organizzata a regola d’arte. La curatrice Claudia Quiring, assistita da Philipp Sturm, ha scelto una soluzione piuttosto semplice per segnare i momenti salienti della carriera dell’architetto: partendo dai vari luoghi in cui ha vissuto e lavorato, ha individuato una suddivisione per periodi chiara a illuminante. Così, ad esempio, vediamo che durante la prima guerra mondiale May progetta monumenti ai caduti e cimiteri militari nel nord della Francia.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)