
Bruxelles. Kees Christiaanse dello studio Kcap (Rotterdam) ha reso note in giugno le linee direttrici del suo masterplan per Heysel. È dal 1958, anno dell’Esposizione universale e della costruzione del suo emblema, l’Atomium, che il quartiere rimane ai margini della progettazione urbanistica. Frammentario e incoerente, consumato da circenses e parchi d’attrazione che sviliscono il già distratto flusso turistico verso l’Atomium, e dal corollario delle distese a parcheggio, il sito sembra dimenticare il suo ruolo alto nella geografia di Bruxelles: facilmente accessibile dall’autostrada e con modifiche leggere della rete tramviaria, in posizione cruciale, sede di due delle cinque esposizioni internazionali celebrate in Belgio, Heysel ospita ancora Brussels Expo nel palazzo déco costruito per quella del 1935, ed è potenzialmente uno dei polmoni della capitale.Il suo ruolo strategico è riconosciuto da un Plan de développement international (Pdi) e da un programma (Neo), perseguito attraverso un concorso bandito nel maggio 2009 e aggiudicato nel settembre 2010 a Kcap per il rigore metodologico e la flessibilità della proposta.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)