
Risale al 2001 il concorso indetto dal Comune di Barcellona per la progettazione di una struttura che riunisca in uno stesso edificio le varie collezioni di arti applicate disseminate per la città: arti decorative, ceramica, moda, grafica, disegno industriale e disegno digitale, multimedia e architettura. Risultato vincitore, lo studio MBM (Oriol Bohigas, Joseph Martorell, David Mackay, Oriol Capdevila e Francesc Gual) riesce a porre la prima pietra soltanto nel giugno 2009. Ora si prevede che il museo apra le sue porte al pubblico il prossimo anno.
Il progetto si sviluppa tenendo conto dell’ambizioso piano di ristrutturazione della piazza de les Glòries voluto dal Comune, attualmente in atto, e delle necessità dettate dal programma museografico particolarmente dettagliato, che richiede una gestione flessibile delle attività interne ed esterne al museo, ma che soprattutto ambisce a farne non un semplice contenitore ma una sorta d’«infrastruttura», un luogo vivo al servizio della sperimentazione e della ricerca. Da qui il nome, Design Hub, che sorge su un terreno inclinato con un dislivello di 6 metri, sul lato mare dell’attuale piazza de les Glòries, a lato della Torre Agbar di Jean Nouvel, fronteggiando il transitato anello viario destinato a scomparire. Il terreno su cui sorge il museo fa parte di un futuro parco pubblico ed è per questo che il 75% dei 30.000 mq totali si distribuisce nei tre piani sotterranei, mentre il restante 25% è suddiviso su cinque livelli che ospitano al piano terra un ampio vestibolo, la caffetteria, la biblioteca di quartiere, il bookshop e una sala espositiva, e negli altri quattro piani esposizioni temporanee e un auditorium.
Compositivamente i livelli superiori si configurano in un corpo compatto a sviluppo longitudinale rivestito di acciaio, con due volumi aggettanti sui due fronti opposti, uno verso la futura piazza e l’altro rivolto verso uno specchio d’acqua; l’interno è solcato da una corte centrale a tutt’altezza che contiene il sistema di circolazione verticale e che può fungere da spazio per eventi informali. Nessun lusso o materiale ricercato: l’interno assomiglierà a un grande luogo di produzione artistica, con blocchi di cemento a vista per le pareti, partizioni mobili leggere, pavimenti in cemento, impianti semioccultati entro controsoffitti metallici.
Sia l’orientamento sia l’ampiezza dell’edificio hanno come riferimento l’asse viario di una strada dell’Eixample, il carrer Avila, di cui il museo costituisce il fondale, anche se il vestibolo permeabile e pubblico, che accoglierà anche un accesso alla metropolitana, ne consente il prolungamento virtuale.
L’obiettivo, al di là della funzione specifica a cui è votato l’edificio, è quello di regalare alla città una nuova istituzione culturale aperta, flessibile e popolare, e di contribuire alla nascita di una nuova centralità urbana alla piazza de les Glòries, proprio secondo il progetto originale di Ildefonso Cerdà.
I principali lavori recenti dello studio MBM:
Waterfront a Mola di Bari (2002-in corso)
Riqualificazione dell’area della stazione a Parma (2002-in corso)
Centro universitario, di ricerca e parco tecnologico a Mataró (Spagna, 2004-2011)
Torre per abitazioni a Barcellona (2006-2010)
La Casa dels Xuklis, residenza per bambini malati di cancro a Barcellona (2006-2011)
Uffici RBA Editores a Barcellona (2007-2011)
Progetto urbano per il centro di Hyères (Francia, 2010-in corso)