L’architettura moderna nasce con la promenade anti prospettica del giardino romantico all’inglese. È la tesi estrema e seducente di Hans Sedlmayr che contrapponeva al paradigma della prospettiva per assi come visione del mondo di Erwin Panofsky, un paradigma opposto, quello accidentale della relatività e della «perdita del centro». Ancora oggi sentiamo gli effetti di quel cambiamento di paradigma.Partiamo dal passato prossimo. Dagli anni sessanta abbiamo assistito allo svilupparsi di quella che, con Aldo Aymonino, abbiamo definito «architettura a volume zero», ovvero l’architettura degli spazi pubblici concepiti per la società di massa. Le promenade sono parte integrante ed essenziale dell’architettura a volume zero, in quanto ne rappresentano l’espressione bidimensionale o, meglio, quella primaria. Eppure, nonostante ciò, lo sviluppo delle promenade a volume zero è tardo, databile alla seconda metà degli anni ottanta con il recupero dei centri urbani, primo tra tutti Barcellona. Il ritardo viene bilanciato ...
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