![Trevigny ou Tarvisi, [veduta di Treviso], editore Pieter Mortier, Amsterdam 1704, Fondazione Benetton Studi Ricerche, Collezione Vianello Bote](/immagini/IMG20110121172118410_560.jpeg)
Curata, con il relativo catalogo, da Massimo Rossi, la mostra prende spunto dalla recente acquisizione, da parte della Fondazione Benetton Studi Ricerche, che ha promosso l’iniziativa, della ricca Collezione Vianello Bote di stampe della città e del territorio di Treviso, per lo più ritagliate e asportate dagli antichi atlanti e libri di carte di cui erano parte, secondo una “pratica” diffusa tra antiquari e collezionisti. Al fine di restituire alle oltre cento tra vedute e piante della città e dintorni della Collezione esposte il proprio specifico contesto di appartenenza, sono stati loro affiancati una cinquantina tra atlanti, libri geografici e cartografie d’epoca, dai quali dette stampe sono state “amputate”, riportando così l’attenzione anche sulla specificità del fenomeno degli atlanti, che per quasi quattro secoli ha caratterizzato la produzione cartografica europea legata alla restituzione dei luoghi. Si sono scelti materiali provenienti esclusivamente da collezioni cittadine, istituzioni pubbliche e collezioni private, per testimoniare la diffusa consapevolezza culturale “trevigiana” nei confronti di questo particolare aspetto della memoria sociale dei luoghi. Articolata in tre sezioni (la città; il territorio provinciale; confronto fra materiali storici e attuali), la mostra (che segue di trentacinque anni l’ultima rassegna sulla cartografia urbana di Treviso), e presenta opere inedite o assai rare, quali il Liber Chronicarum di Hartmann Schedel (1493), la grande mappa catastale napoleonica di Treviso (1811), e la veduta panoramica di Antonio Monterumici (1917), si estende fino al secondo dopoguerra, col Piano regolatore generale di Treviso del 1946, ed utilizza “visualizzazioni multimediali, per evidenziare in sequenza temporale non solo le trasformazioni occorse al contesto urbano e provinciale, ma soprattutto le diverse modalità culturali e grafiche dei topografi nel restituire il territorio”. Un’occasione quindi da non perdere per una riflessione critica in margine alla città e al territorio e alla loro rappresentazione nel tempo.