
Varese. 11 laboratori, 82 studenti, 7 temi progettuali, una città in cerca d’idee e visioni. Obiettivo Varese per i giovani neo-architetti dell’Accademia di Mendrisio. I docenti dell’Università ticinese (coordinati da Mario Botta) hanno infatti scelto la città lombarda come luogo di riflessione e sperimentazione per i diplomi dell’anno accademico 2009-2010.
Presentati a giugno (ed esposti a Mendrisio nella mostra «Diploma 2010. Trasformazioni architettoniche e urbane nella città di Varese», che verrà replicata a Varese a Villa Baragiola tra dicembre e gennaio) i lavori costituiscono un ricco repertorio di progetti alla scala architettonica e urbana che affrontano temi diversi, tutti di estrema attualità: il fronte lago e la sua valorizzazione in chiave sportiva e turistica, le trasformazioni infrastrutturali connesse alla viabilità ferroviaria con la costruzione di una nuova stazione, il riuso dell’area produttiva dismessa Aermacchi, nuovi spazi pubblici e attrezzature collettive tra piazza Repubblica, il cimitero di Belforte, Palazzo estense e piazzale Staffora.
Pur nel carattere di esercizio accademico, gli studenti (italiani i due terzi del totale, divisi tra i laboratori di Francisco e Manuel Aires Mateus, Michele Arnaboldi, Martin Boesch, Esteban Bonell, Mario Botta, Marianne Burkhalter e Christian Sumi, Antonio Citterio, Marc-Henri Collomb, Quintus Miller, Valerio Olgiati e Jonathan Sergison) hanno proposto una serie di progetti (espressivi e per certi versi radicali, coraggiosi nel loro carattere innovativo e nelle loro istanze di trasformazione) che globalmente restituiscono l’idea di una città alternativa. Idee che oltre a valere il diploma per gli studenti diventano oggi (per volontà dell’amministrazione comunale che ha seguito con interesse tutto il percorso) elemento di discussione per il futuro di una città coinvolta in dinamiche a grande scala (le trasformazioni infrastrutturali) che influenzeranno la sua stessa identità urbana. Il coinvolgimento di realtà e personalità esterne al campo della progettazione architettonica è stato uno degli obiettivi di questa esperienza: a Villa Panza, uno dei punti di riferimento del panorama culturale contemporaneo, l’Accademia ha anche tenuto nel corso dell’anno una serie di conferenze che hanno portato alcuni dei referenti dei laboratori (Bonell, Miller, i Mateus e Citterio, oltre al direttore Valentin Bearth), mentre ai lavori della commissione giudicatrice (diretta da Aurelio Galfetti) hanno partecipato tra gli altri anche Carlo Bertelli e Philippe Daverio.
Non è la prima volta che l’Accademia «sbarca» oltre frontiera e lavora su città italiane in occasione dei diplomi: nel 2005 era stata la volta di Padova, l’anno successivo di Venezia. Per il prossimo anno, invece, i diplomandi si concentreranno su Londra sotto la direzione di Sergison.
www.varese110elode.ch
«Trasformazioni architettoniche e urbane nella città di Varese, centro e periferia»
spazio museale Villa Baragiola, Varese, dal 13 gennaio al 20 febbraio
Ingresso gratuito
Orari: martedì – domenica, 10 - 12.30; 15 - 18.30