
Shanghai. Tra i luoghi dell’Expo ne figura anche uno d’impronta italiana, firmato da Mario Occhiuto (studio mOa), vincitore del concorso internazionale per la progettazione e il recupero di un ambito industriale dismesso che si appresta a divenire il cuore dell’area «Best Urban Practices». Il progetto fa parte del programma di collaborazione per la protezione ambientale, attivato dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare italiano e dal suo omologo cinese. Il complesso si articola in una serie di fabbricati esistenti di cui i progettisti hanno scelto di conservare struttura e forma, rinnovandone l’involucro, e in un nuovo edificio che collega la piazza antistante e i padiglioni espositivi. La nuova pelle esterna, in lastre di cotto ricomposto (1,2 x 1,2 m), funge da elemento schermante esterno e filtro per l’ingresso della luce naturale attraverso una complessa traforatura, oltre a contribuire al miglioramento delle prestazioni termiche dell’edificio. La decorazione delle singole ...
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