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Il Parco solare sud: la risposta ecologista al Ponte sullo Stretto

Aggiudicato il concorso per il riuso di alcuni tratti della Salerno-Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA. Un viadotto-giardino pensile o, come lo ha definito il progettista, «un villaggio verticale». Si tratta del progetto vincitore, firmato dai francesi «PR+OFF» (Philippe Rizzotti, Vermet Tanguy, Manal Rachdi, Samuel Nageotte), del primo concorso internazionale interamente on line, ad impatto zero, bandito da una pubblica amministrazione, aperto a studenti, ricercatori e professionisti, e finalizzato a raccogliere soluzioni progettuali per il riuso di alcuni tratti autostradali della A3 Salerno-Reggio Calabria (che saranno completamente dismessi alla fine della realizzazione della variante autostradale per il 2012), tra Scilla e Bagnara Calabra. Riuso concepito attraverso la realizzazione del «Parco Solare Sud», progetto che sviluppa un’idea maturata all’Open Space Technology a Reggio Calabria nel 2007, su iniziativa dell’Assessorato Regionale all’Urbanistica. Il concorso costituisce lo strumento di «progettazione partecipata» per predisporre successivamente il documento preliminare alla progettazione, da porre a base di un bando per la redazione dello Studio di Fattibilità del Parco.
I concorrenti sono stati invitati a confrontarsi con l’idea base che intende trasformare l’autostrada dismessa da fonte di inquinamento in fonte di energia rinnovabile e trae spunto dalla considerazione degli impatti economici ed ambientali che produrrebbe la demolizione (prevista dal progetto Anas) di milioni di metri cubi di materiale dei tratti abbandonati dal nuovo tracciato, ma anche dalle opportunità che la stessa infrastruttura offrirebbe se riconvertita, destinando la corsia nord all’implementazione di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, all’utilizzo delle gallerie dismesse per la localizzazione dei componenti di accumulo e trasformazione dell’energia, all’utilizzo del Parco come officina di studi e ricerche ma anche come luogo per attività turistico-naturalistiche grazie agli scorci panoramici unici offerti sulla Costa Viola, una delle più belle e panoramiche della Provincia di Reggio Calabria; e riutilizzando invece la corsia sud per i Comuni ricadenti intorno all’area d’intervento come rete viaria in alternativa alla statale 18 obsoleta.
Il progetto «PR+OFF» offre una soluzione per reintegrare il viadotto con il minimo impatto visivo nel paesaggio circostante. I piloni, interrotti orizzontalmente da piattaforme variamente destinate a uso pubblico («ponti sul ponte»), e che disposte ai diversi livelli offrono una vista panoramica sempre nuova, sembrano reinterpretati ispirandosi ai terrazzamenti coltivati a vite e ricoperti da macchia mediterranea che caratterizzano gli alti promontori a strapiombo, ultime propaggini dell’Aspromonte. Quanto all’approvvigionamento idrico ed energetico il sistema è interamente autosufficiente (sfrutta le acque piovane e l’energia geotermica).
La proposta invece dei secondi classificati, gli italiani di «Coffice» (Francesco Colarossi, Giovanna e Luisa Saracino), prevede un sistema ibrido che combinando energia solare e eolica consente una produzione continua di energia (40 milioni di kWh sufficiente per 15.000 famiglie), sia utilizzando lo spazio tra i pilastri dei viadotti esistenti per ospitare un sistema di turbine ad energia eolica, integrato nella struttura (di cui viene così anche ridisegnato il profilo), sia sostituendo l’asfalto con un rivestimento stradale tecnologico, già in uso negli Stati Uniti («strade solari»), in grado di incamerare l’energia solare. E infine, terzi, i colombiani di «J-A» (Daniel Azuero, Tomas Jaramillo, Andres Gutierrez, Juan Jaramillo) propongono un parco che si candida a punto di riferimento mondiale per l’educazione al verde, dove i principali materiali da costruzione sono l’elemento naturale e il coinvolgimento e partecipazione attiva di chi abita questo territorio.
Oltre alle soluzioni progettuali, è da sottolineare lo straordinario successo di questo concorso (480 iscrizioni da 73 paesi, 214 progetti – 1.000 i singoli progettisti, 70 mila gli accessi al sito web da 119 paesi, senza contare quelli dopo la pubblicazione dei risultati), da rintracciare tutto nella nuova formula adottata, che, oltre ad assicurare assoluta qualità, trasparenza di selezione e completo anonimato, in ogni sua fase (bando chiaro ed essenziale, giuria di alto profilo, realmente internazionale, da 10 Paesi, consultazione snella e sintetica, richiesta di elaborati essenziali per la presentazione dei progetti), essendo gestita integralmente on line non ha avuto alcun costo per il concorrente, ma nemmeno per l’ambiente, perché ha consentito di limitare al massimo le emissioni di CO2 connesse all’organizzazione e a alla gestione: spostamenti, spedizioni, materiali. «Tuttavia, spiega l’arch. Santo Marra, del Gruppo di lavoro tecnico di coordinamento dell’Assessorato per l’avvio delle attività operative finalizzate alla creazione del Parco (di cui fanno parte anche l’arch. Anna Maria Cassalia e l’ing,. Piero Alessandro Polimeni), poiché la preparazione del bando ha comportato sopralluoghi, incontri, produzione di materiale di base cartaceo, a compensazione della CO2 inevitabilmente prodotta, al termine della procedura, sarà realizzato un “boschetto energetico” attraverso la piantumazione di 100 alberi, in una località già individuata in provincia di Reggio Calabria».
Un concorso che è stata anche «una sfida metodologica», aggiunge Marra: «l’ampio coinvolgimento di partecipanti ci può consentire di raggiungere un obiettivo non secondario, quello dell’accrescimento della cultura della sostenibilità, fuori dalla retorica, in un territorio (dal locale al nazionale) in cui ancora ci si interroga sulla realizzazioni delle centrali nucleari e a carbone».
Prevista a febbraio, una giornata-evento nell’ambito delle attività di «promozione del paesaggio e della cultura della sostenibilità», con la mostra dei progetti, in presenza dei vincitori, dei menzionati e di qualche rappresentante della giuria.

di Silvia Mazza, edizione online, 6 dicembre 2010


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