Egregio Presidente e cari Colleghi,ho meditato a lungo se scrivere questa lettera, forse sperando inconsciamente che la situazione migliorasse col tempo.In realtà non solo non è migliorata, ma peggiora sempre più.La tanto dibattuta crisi della professione dell’architetto, che l’Ordine sta seguendo e a cui partecipa assiduamente con interventi appropriati in sedi istituzionali o mediante canali collaterali, è purtroppo aggravata sì dalla situazione economica che stiamo vivendo, ma soprattutto dal degrado culturale ed etico a cui stiamo assistendo ormai da tempo. È chiaro agli occhi di tutti, anche di noi «giovani», come fare questo mestiere stia diventando sempre più difficile, soprattutto se si vuole farlo in modo corretto e trasparente. Ho utilizzato volontariamente la parola «mestiere» e non «professione», perché per arginare questo svilimento inesorabile credo sia necessario recuperare il senso civico e morale che esisteva quando l’architettura era un mestiere e fare l’architetto era una missione ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)