
PARIGI. Quello che un tempo fu il quartiere operaio periferico noto come Billancourt si sta progressivamente fondendo (un processo che dura da decenni, esattamente dal 1962) con la città borghese di Boulogne; oggi, sotto il nome di Boulogne-Billancourt, è uno dei comuni più popolati e ricchi della regione parigina. La storia del sito è stata segnata dalla presenza della Renault situata ai bordi della Senna, che in seguito occupò tre aree tra cui quella che viene ancora chiamata il «trapezio» (più di trenta ettari lungo la riva destra del fiume) e l’isola Seguin, la mitica «fortezza operaia», di una dozzina di ettari, circondata dagli anni trenta da alte mura bianche a picco sulla Senna. Alla fine degli anni ottanta, la Renault decise di abbandonare le attività di produzione di Billancourt per sviluppare su 140 ettari il centro moderno di Guyancourt, nella nuova città di Saint-Quentin-en-Yvelines. Le porte dell’isola furono definitivamente sbarrate il 31 marzo 1992.Sono passati ormai vent’anni da quando nel 1990 venne chiesta una perizia al paesaggista Alexandre Chemetoff.
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