
SANTIAGO DEL CILE. Dopo circa vent’anni dal ritorno alla democrazia (l’11 marzo 1990 inizió il governo di Patricio Aylwin, primo presidente liberamente eletto dopo il golpe dell’11 settembre 1973) ma vicini a un probabile ritorno di un governo composto dalle stesse figure che ruotavano intorno al governo militare, si è finalmente deciso di dare un volto urbano all’orrore vissuto dal Paese negli anni di Augusto Pinochet. Il Museo della memoria e dei diritti umani è dedicato al ricordo delle vittime dei crimini della dittatura nonché alle azioni di resistenza. A partire dalle singole esperienze individuali, propone una riflessione sul loro significato storico e sull’identitá del paese. Ospiterà al suo interno un patrimonio di documenti in parte estratto dagli archivi del programma Unesco «Memoria del mondo», oltre che da collezioni di diverso supporto provenienti da privati e vari organismi per i diritti umani, organizzazioni delle vittime e dei loro familiari. Si tratta di testimonianze scritte e orali: documenti giuridici, lettere, racconti, stampa, registrazioni audio e video, lungometraggi e fotografie che costituiranno un’esposizione permanente, basata sull’Informe Rettig.
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)