
los angeles. Sarebbe difficile sopravvalutare il cinismo che permane sul futuro del trasporto di massa nella California meridionale. Per molti screditare le possibilità che la regione possa mai dotarsi di un sistema integrato di trasporti pubblici è al tempo stesso un tic retorico e un gioco di società. Eppure, i progressi già compiuti nella rete della metropolitana sotterranea e leggera, pur con tutti i ritardi e gli errori, stanno profondamente ridefinendo il territorio reale e percepito di Los Angeles. L’inaugurazione a metà novembre delle otto nuove stazioni di prolungamento della Gold Line (sei in superficie e due sotterranee, verso sud e poi verso est da Union Station fino a Little Tokyo, Boyle Heights e East Los Angeles) è tra i più significativi traguardi raggiunti dalla città in molti anni.Il progetto delle nuove fermate, coordinato dall’architetto Frank Villalobos e dallo studio Aecom, è molto più curato del primo tratto della Gold Line, che ha aperto nel 2003 e che in alcune stazioni scarica i passeggeri direttamente in un corridoio stretto fra le rombanti corsie della Freeway 210.
...
(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)