
FIRENZE. Con «Robert Mapplethorpe. La perfezione nella forma», cinque anni dopo i lavori sitespecific di Struth-Fabro-Morris-Kounellis-Baselitz per il cinquecentesimo anniversario del David, la Galleria dell’Accademia offre una nuova mostra per ragionare sul formidabile passato fiorentino. Ideata da Franca Falletti, direttrice della Galleria, insieme a Jonathan Nelson, la mostra, seppur non direttamente legata alla contemporaneità (Robert Mapplethorpe è mancato ormai vent’anni fa), è una mossa curatoriale interessante, anche in considerazione del debito di riflessione sulla forma dichiarato da Mapplethorpe nei confronti del Buonarroti. Il potenziale mediatico contenuto nell’accostamento di tanto note icone della bellezza è indubbiamente notevole, a livello mondiale, ed è pure piuttosto sensato rimettere in gioco, con la distanza del tempo, quel che di Mapplethorpe fu detto «scandalo» e che oggi è transitato nel glamour, a qualche distanza dall’italico «irrazional-popolare».Per la parte allestita nelle sale, ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)