
E non serve neppure il finestrino: tutto accade già prima di salire sul treno. Sì, perché se ancora non è tempo di viaggiare su convogli autoalimentati, a impatto ambientale zero, per le stazioni che li accolgono si registra invece un importante passo avanti. La nuova Torino Porta Susa, destinata a diventare il maggiore scalo cittadino, importante fermata della linea ad Alta velocità, sarà per il nostro paese il primo «fabbricato viaggiatori» autosufficiente, completamente alimentato grazie a pannelli fotovoltaici. La struttura, progettata dai francesi di Arep (Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud) e dagli architetti Silvio D’Ascia e Agostino Magnaghi, è caratterizzata da un’imponente galleria in cristallo e acciaio, circa 400 m lungo l’asse nord-sud, che ben si presta ad accogliere e sfruttare raggi solari. Più di 5 milioni di euro - quasi il 10% dell’investimento complessivo di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) - vengono impiegati per realizzare un impianto fotovoltaico che conta su oltre 6.000 mq di superficie ...
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