
Città multiculturale, città di scambi, città di accoglienza. Una città che permette interazione e contatto in un sistema multidirezionale. Ma che cos’è esattamente una open city, tema della 4° edizione della Biennale di Architettura di Rotterdam? Le definizioni sono molteplici, a volte pretenziose e fumose. Progetto ambizioso quello di Kees Christiaanse, curatore per questa edizione, che nel suo discorso inaugurale ci spiega come questa Biennale voglia provare a essere uno spazio di ricerca piuttosto che una mostra di architettura in cui star-achitects padroneggiano il podio. Uno spazio in cui l’urbanità sia il centro di un discorso in cui molte domande vengono poste. Interessante il punto di vista di Christiaanse. Per lui il Randstad (la conurbazione nell’estrema parte ovest dell’Olanda) è un modello esemplare di città aperta, grazie alla rete di trasporti che permette ogni giorno a sette milioni di passeggeri di raggiungere in un’ora ogni punto estremo della regione, ma anche grazie alla decennale multiculturalità.Il ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)